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Nostradamus della surrealtà di Gaetano Barbella Prima parte Rudimenti sulle centurie e presagi Di Michel Nostradamus, autore delle note «Centurie e Presagi», si è parlato tanto nel tempo, ma resta sempre vivo l’interesse e il fascino che deriva dal suo lavoro profetico. Tralascio di parlare della sua storia che studiosi accreditati hanno saputo fare con grande dovizia. Oggi non mancano in molti casi le zuffe fra esperti ritenuti accreditati, i cui episodi a volte costituiscono l‘attrattiva per veri e propri spettacoli maliziosamente allestiti da certi midia. Questo, naturalmente in un contesto di altre cose che riguarda il mondo dell’occulto e dei paranormale in genere altrettanto bersagliati, a torto o a ragione, da simili calamità. Far nascere nel mondo dei profani, cose di questo genere, e davvero una grande impresa, e il prezzo che si deve pagare è sempre molto alto, perciò nessuna meraviglia se quanto accade a tal proposito è molto spiacevole talvolta. Questo per la cronaca dello scenario in cui Nostradamus è stato l’argomento di turno, a proposito e a sproposito. Disperdendo quest’aura malsana, a mio parere le profezie nostradamiche, da non confonderle con tante altre del genere, hanno tutti gli incredienti perchè possano essere considerate ben più di un insieme di apparente confusione di previsioni avulse da messaggi reconditi. La mia rilevanza a tal proposito, è che in tutta la letteratura di N. mai è stata seriamente ravvisata un’ interpretazione in base ad una quadro d’insieme, tale da lasciar intravedere, senza ombre di dubbi, un lavoro organico avvolgente. A renderla ancora più ingarbugliata è la constatazione che eventi ancora da svelare, in larga misura, non presentano connessioni sostanziali a possibili fatti concreti della vita. L’uso ricorrente di nomi di città, di località in genere, di Stati, e di un bestiario considerevole, disorienta non poco, si da lasciar intravedere una realtà “dimensionale”, assolutamente diversa da quella in cui noi viviamo. Senza dubbio, non si può escludere che vi siano episodi di questo tipo, ma solo con la funzione di una sorta di capisaldo di collegamento col suddetto piano dimensionale extraterreno. A questo punto, l’opera di N. in esame potrebbe essere considerata alla stregua di diverse altre chiaramente di questo genere, come ad esempio l’Apocalisse evangelica giovannea. A differenza di questa, il lavoro di N. potrebbe risultare una visione degli analoghi avvenimenti escatologici, ma aderenti alle realtà fisiche delle vicende umane trascorse e da venire, pur essendo presente una certa realtà intermedia, del tutto simile, ma di livello inferiore. Oserei avanzare l’ipotesi che entrambe costituiscono le facce di una stessa medaglia. Il discorso testè fatto comincia a trapelarrsi dalla centuria VI, 61«La grande pista incisa avvolta ne mostrerà Forse la metà la maggior..............
Nostradamus profeta e le surrealtà mappali Seconda parte
«MANIPOLI» E «MANIPOLAZIONI»
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