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«...Ed ecco mi apparve un cavallo bianco e colui che lo cavalcava aveva un arco, gli fu data una corona e poi egli uscì vittorioso per vincere ancora...». (Apocalisse di Giovanni 6,2)
UN DESTRIERO PER GESÙ Sulla questione sorta a causa (o a ragione: ai posteri l’ardua sentenza!) della strepitosa pubblicità mediale del libro «Codice daVinci», seguito a ruota da altre pubblicazioni, per esempio come «Il Vangelo di Giuda» e la «La favola di Gesù», se ne sono dette tante, pro e contro, ma non si è sentita, anzi non è stata interpellata, una voce che potrebbe far breccia con la forza della persuasione che le le è propria, la fede in Allah e il suo profeta Maometto. Sorprende questa mia versione che ha ragione di essere resa manifesta, poiché, come farò vedere, è parte in causa, solo che l’Islamismo, portatore della fede suddetta, non se ne è resa conto. E poi non ho detto a conclusione di un commento sul web in merito a «Il vangelo di Giuda» (1) queste parole? «... Delle cose di questo mondo sono note sempre due facce di cui una di essa è quella che domina e l’altra è come se fosse in un profondo abisso. Tuttavia quest’altra faccia, al pari di una cometa, immancabilmente dopo un lungo tempo ricompare. Di solito accade che, per quanto vi si faccia clamore, non sembra che avvengano fatti ad alterare la fisionomia della faccia nota e così l’altra faccia si sbiadisce rapidamente ritornando nella sua vecchia lontananza. Ma, come nel caso del Vangelo di Giuda, oggi alla ribalta della cronaca, in particolare attraverso il web, può essere che qualcosa avvenga nel mondo odierno come preso dalle doglie, non solo a confermare la religione del Cristo diffusa in poco più di due millenni di storia, ma a perfezionarla conformandola ad un concetto globale, non solo spirituale. Ecco che la realtà terrena dell’umano vivere, presa in uno stallo dei valori sul punto da corrompersi del tutto, è come rinverdisse per dar luogo alla nascita al “figlio della vecchiaia”, come fu con Isacco biblico per Abramo. Però sulla scorta di questo paragone sappiamo che per arrivare a tanto ci fu bisogno della nascita del precedente figlio, Ismaele nato dalla sua schiava egizia Agar e non dalla sua giusta sposa Sarai che era sterile.
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